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Come fanno i cani a ritrovare la strada di casa?

Come fanno i cani a ritrovare la strada di casa? La straordinaria scienza che consente agli animali domestici di ritrovare la strada di casa.

Peccato che non si possa chiedere ad un cane la via più breve per tornare a casa, se si potesse ne saprebbero molto di più di noi !!

Tutti abbiamo sentito la storia del cane smarrito per poi miracolosamente riapparire.

Il classico cucciolo di casa perso in un’altra città e poi riapparso settimane dopo, come fanno i cani a ritrovare la strada di casa allora?

È tutto vero, (in fondo abbiamo inserito alcune storie incredibili) ma come fanno esattamente?

I cani estendono il loro raggio d’azione olfattivo muovendosi tra cerchi sovrapposti di odori familiari.

Un cane che si allontana dalla sua “area” andando a ritroso potrebbe captare l’odore, ad esempio, di un cane familiare nel cerchio successivo.

Ciò potrebbe indirizzarlo verso un altro cerchio che contiene l’odore di una persona familiare o altro, così via fino al ritorno nella sua area iniziale.

Questo succede quando parliamo di piccole distanze, o comunque zone che il cane potrebbe conoscere, dove ci è già passato più di una volta.

Ma quando si parla invece di km, anche centinaia o migliaia, come fanno i cani a ritrovare la strada di casa

È stato scoperto che cani si orientano usando i campi magnetici.

Dei ricercatori hanno equipaggiato 37 cani di 18 razze diverse con telecamere e collari GPS.

Quindi hanno monitorato un totale combinato di 782 prove nelle foreste di Allegheny in Pennsylvania.

Per l’esperimento, i cani hanno camminato nella foresta con i loro proprietari, senza guinzaglio, finché non hanno fiutato la loro preda.

Quando si sono allontanati per catturare la preda, il proprietario è rimasto al suo posto e il team ha quindi iniziato a studiare i tragitti di ritorno.

Potrebbe non sorprendere scoprire che molti cani hanno usato il loro potente fiuto per orientarsi, quasi il 60% di loro è tornato indietro tracciando il proprio odore.

Ma in un terzo dei casi, i cani hanno fatto qualcos’altro.

All’inizio del loro “rientro”, hanno corso per circa 20 metri lungo l’asse nord-sud.

Poi sono tornati indietro di corsa su un percorso completamente nuovo.

I ricercatori hanno intuito che queste “corse bussola” iniziali hanno aiutato i cani a orientarsi.

Ancora più affascinante è che i cani che hanno utilizzato questa bussola interna, hanno completato la prova molto prima di quelli tornati indietro seguendo l’olfatto.

In conclusione, alla domanda come fanno i cani a ritrovare la strada di casa, la risposta sembra derivare dalla capacità di rilevare i campi magnetici.

Questa capacità è ben documentata in animali come uccelli migratori, pesci, piccioni, tartarughe e molti mammiferi come balene, bisonti e zebre.

Quindi anche i cani la utilizzano, sembrerebbe quindi che la domanda “Come fanno i cani a ritrovare la strada di casa?” abbia trovato una risposta.

Questi studi, sottolineano che sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere esattamente come i cani utilizzino la loro capacità di percepire segnali magnetici.

Si ipotizza che tutte le razze di cani abbiano il potere di “sentire” i campi magnetici, ma nei cani domestici questa caratteristica potrebbe essere dormiente.

Succede poi che nel momento in cui si smarriscono, il fortissimo legame che li lega al loro padrone fa si che questo “sesto senso” si risvegli.

Speriamo che non dobbiate mai provare il panico e il dolore di perdere il vostro cane, quindi ricordatevi sempre microchip e collare identificativo con il vostro numero di telefono.

Di seguito alcune storie pazzesche di ricongiungimenti.

Ricordatevi che nel caso sfortunato in cui il vostro cane dovesse allontanarsi, non perdete mai, mai, mai la speranza.

Alla prossima.

Bucky, un Labrador di 3 anni, nel 2012 ha viaggiato per più di 800 km dalla Virginia alla Carolina del Sud alla ricerca del suo padrone, Mark Wessells. Wessells aveva portato Bucky a vivere con suo padre in Virginia, perché la sua sistemazione vietava i cani. Otto mesi dopo, Bucky si è presentato, vagando per una foresta nella Carolina del Sud, un uomo del posto lo ha preso, gli ha dato da mangiare e lo ha portato dal veterinario, che ha letto il suo microchip e ha scoperto che apparteneva a Wessells. L’incontro tra l’uomo e il Labrador è stato euforico, ma nessuno saprà mai come Bucky sia riuscito a percorrere 800 km nel tentativo di tornare alla sua casa originale.

Nel 2013, una coppia di meticci randagi, Ben e Jade, sono stati portati in un rifugio a Terre Haute, Indiana. Jade era incinta di una cucciolata e la “famiglia canina” è rimasta insieme nel rifugio per diversi mesi. Poi, Ben ha trovato una nuova famiglia umana, ma tre settimane dopo, tuttavia, è scappato ed è riuscito a percorrere 17 km attraverso strade trafficate, binari ferroviari e altri ostacoli per trovare Jade. Vedendo quanto fossero legati i due, il nuovo proprietario di Ben ha dato anche a Jade una casa per sempre.

Toby, un meticcio, ha camminato per 20 km dalla sua nuova casa per tornare dall’ ex proprietario affidatario. L’impresa è stata particolarmente notevole perché il cane era stato portato nella sua nuova casa in auto, il che significa che non aveva avuto la possibilità di imparare il percorso.

Nel 2023 a Chiavasso, il cane Stella ha percorso in tredici giorni una decina di chilometri tra Chivasso e San Sebastiano da Po per tornare a casa, era scappata dopo che il suo proprietario era stato investito. I familiari avevano perso le speranze, ma un bel giorno se la sono ritrovati davanti casa.

Nel 2003, Petunia corse fuori dal cortile della casa della sua famiglia in Virginia e, nonostante mesi di ricerche, non riuscirono a rintracciarla. Nel 2011, un buon samaritano trovò un cane randagio in un’area faunistica vicino a Sacramento, in California, e lo portò in un rifugio per sottoporlo a una scansione del microchip. Bene, avete indovinato: il chip ha dimostrato che il cane era Petunia, otto anni e 4.200 km lontano da casa!! Dove sia stata per quegli otto anni è un mistero, ma la sua famiglia è entusiasta di riaverla.

Un Jack Russell Terrier di nome Gidget ha fatto notizia nel 2014, trovato vicino a Portland, Oregon, a oltre 4.400 km dalla sua casa in Pennsylvania. Il lieto fine di Gidget è stato reso possibile dal suo microchip, che ha fatto sapere ai lavoratori del rifugio che aveva una casa.

Rocky, cinque anni è tornato a casa tre anni dopo che era stato rubato da alcuni Rom a Salerno. Ha risalito la penisola, 600 chilometri dal Cilento alla Toscana, fino a Pisa, lì ha poi avuto uno strappo fino a Carrara, dove vive il suo padrone.

Cosa gli sia accaduto, in questi tre anni, solo il cane può saperlo. Forse è fuggito, forse loro lo hanno abbandonato.

Qualche tempo dopo, viene adottato da una famiglia di Salerno. Ma Rocky è irrequieto. Prova a fuggire un paio di volte e la sua nuova famiglia, preoccupata, gli mette un collare con tanto di indirizzo e numero di telefono, in modo da poterlo più facilmente trovare in caso di nuova fuga.

Ma Rocky ci prova spesso. L’ultima volta, quella decisiva, due mesi fa è quella “buona”. Rocky punta al Nord. Salerno dista da Carrara 700 chilometri e Rocky ha lo svantaggio di non aver studiato geografia. Ma il suo istinto ed il suo cuore sanno dove puntare.

In neanche sessanta giorni, batte seicento chilometri, ammesso che abbia compiuto un tragitto rettilineo e senza contare le deviazioni lungo il percorso. Riesce finalmente ad arrivare a Pisa.

A Pisa, il suo viaggio rischia di interrompersi. Qualcuno lo ha notato, infatti. Ed ha notato il suo collare. Leggono l’indirizzo, Salerno, ed il numero di telefono. Chiamano in Campania. “Sì, è il nostro cane”. Rocky “rischia” di tornare alla sua seconda famiglia, vede vanificare il suo immane sforzo.

Poi, la svolta, qualcuno, nota un tatuaggio strano di Rocky è un indizio. Si pensa subito ad un siriano di Carrara, credendo che sia il legittimo proprietario.

Lo rintracciano, lui è incredulo. Gli ultimi cento chilometri, da Pisa a Carrara, li fa in auto. Seicento chilometri su settecento possono bastare come prova d’amore.

Flo, una collie originaria della provincia dell’Ulster, nell’Irlanda del Nord, è scomparsa ad Halloween del 2011 e la famiglia Gallagher pensava di non rivederla mai più.

Tre anni dopo, un volontario di un rifugio per animali locale vide un randagio che si aggirava a circa dieci miglia a sud della città natale della famiglia e condivise le foto del cane su Facebook.

Secondo un’intervista con l’Ulster Herald, la mamma di Flo, Lisa Gallagher, vide le foto e pensò: “Ehi, conosco quel cane!”

Dopo diversi giorni e un team di volontari per catturare la randagia, si è capito che si trattava di Flo.

Bailey viene rubato a El Paso nel 2008 e trovato per le strade di Indianapolis nel 2014. Cosa sia successo in quei sei anni è un mistero, ma una cosa è certa: la sua famiglia è felice di averlo a casa e molto contenta di averlo microchippato quando era un cucciolo.

Reckless è scomparso dopo che la casa della sua famiglia venne distrutta dal terribile uragano Sandy. Dopo mesi di ricerche, la famiglia alla fine perse la speranza e cercò di voltare pagina. Più di un anno dopo, erano finalmente pronti a prendere un altro cane e andarono al rifugio della contea per scegliere un nuovo amico. Il primo canile in cui si fermarono conteneva una felice sorpresa: Reckless, portato di recente al rifugio perché randagio.

Dopo che una vecchia foto ha verificato la sua identità, Reckless è potuto tornare a casa dalla sua famiglia.

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